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Comune di Casella

Il nome del paese sembra derivi dalla “casel­la”, antica casa massarizia su due piani collegati da una scala esterna, al piano inferiore adibita a stalla ed al piano superiore ad abitazione co­lonica. Una casella si vede ancora, per quanto incastrata nel contesto edilizio più recente, in località Braia. La posizione di Casella, situata nella piana formata dallo Scrivia presso il valico di Crocet­ta d’Orero, percorso da un itinerario preromano parallelo alla Via Postumia – la cosiddetta Via del sale – che attraverso le valli Bisagno, Polcevera, Scrivia, Vobbia, Borbera e Curone collegava Ge­nova alla pianura Padana, rende assai probabile che il luogo sia abitato già in età antica. L’utilizzo di questa via in epoca prelatina è testimoniato dal noto ritrovamento di dracme e oboli di pro­duzione italica, databili fra il III e il I secolo a. C.,avvenuto nel 1923 a Niusci di Serra Riccò, duran­te la costruzione della Ferrovia Genova-Casella. Villaggio romano, poi longobardico (e lon­gobardico era l’antico toponimo Raudigabium), dopo un periodo di dominazione da parte del vescovo di Tortona attraverso il consorzio signo­rile de Maraboto (e del periodo restano le ridot­te tracce del “castello” di controllo nella boscosa frazione di Regiosi, a cavaliere tra Casella e Serra Riccò, inizi dell’XI secolo), Casella divenne signo­ria dei Fieschi (metà del XIII secolo) e quindi feu­do imperiale. Da sempre luogo di passaggio delle merci che lungo una delle tante vie del sale giunge­vano da Genova dirette nella pianura padana, fu abilmente governata dai Fieschi, che ne fe­cero una sorta di casa-mercato: la piazza prin­cipale, oggi XXV Aprile, fu organizzata alla fine del XVII secolo dal conte Urbano come dazio e portofranco. Il “palazzo”, oggi multiproprietà, fu una dimora di controllo delle entrate più che una residenza estiva. Monumentale per la sua massa possente ma al contempo funzionale, è caratterizzato da una pianta quadrangolare con grande cortile e atri passanti contrapposti. Nella torre venivano allevati i piccioni viaggiatori (ed oggi, a piano terra, ci sono le Poste: una certa continuità storica…), nelle costruzioni laterali stavano le scuderie, di fronte fu eretto il cosid­detto “Palazzetto” per il ristoro dei viandanti e dei mercanti. La “casa del macello” era il luogo obbligato di transito delle carni su cui i Fieschi avevano imposto una sorta di monopolio. Sulla sua facciata, oltre a due interessanti meridiane (recentemente recuperate con un abile restau­ro), era istoriato il regolamento del mercato. Lo stemma in facciata è quello dei feudi, mentre il simbolo della famiglia Fieschi era il gatto. Soppressi per volere di Napoleone l’8 luglio 1797 i Feudi imperiali liguri, a Casella si forma quasi immediatamente, il 27 settembre succes­sivo, la nuova Municipalità, nella quale ha un ruolo di rilievo la famiglia De Negri, già in primo piano peraltro nell’amministrazione feudale nel corso del XVIII secolo. Nel 1804 sotto la Repub­blica Ligure il nuovo Comune di Casella assume l’assetto territoriale che manterrà per quasi un secolo, includendo accanto alla parrocchia di Casella anche le tre parrocchie di Frassinello, Carsi e Senarega, smembrate nel 1893 per for­mare il nuovo Comune di Valbrevenna. Dal punto di vista della storia ecclesiasti­ca, la Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Stefano, nella cui sacrestia sono conservate tele del De Ferrari e del Fiasella, è una delle più interessanti chiese settecentesche del genovesato. Costruita su disegno di S. Scaniglia tra il 1718 ed il 1722, a pianta ellittica, armonica nelle geometriche proporzioni, è stata oggetto di pesanti dipinture baroccheggianti. Merita una nota, e se possibile una visita, l’Oratorio di S. Antonio Abate, eretto nel 1556 dal forlivese prete Domenico da Dovadola come sede della Confraternita. Casella è passata nel secondo dopoguerra da un’economia prevalentemente agricola ad una forma di sviluppo misto, decisamente equi­librato. Non è mancata la capacità di integrare una struttura industriale e terziaria solida ad una vocazione turistico-residenziale, e la qualità della vita è dimostrata dal positivo trand demo­grafico, evidenziatosi specialmente negli ultimi cinque anni. Il paese, anche per questo, offre numerosi servizi ai suoi abitanti ed ai turisti: dalla fornita Biblioteca Civica, la cui nuova sede è stata rea­lizzata nel 2007, alla Ludoteca Demoa; dal Pala­sport al complesso delle piscine estive; dal mini-park per i bambini alla grande area verde di cui è iniziata una “infrastrutturazione leggera”: è stata realizzata l’Area espositiva dove si svolge dal 2006 la Expo della Valle Scrivia; a corredo i bagni pubblici, l’area dedicata ai cani, un piccolo per­corso ciclopedonale, il bike-park. Ricco e varie­gato il cartellone degli eventi “Casellaestate”. Di particolare prestigio la Rassegna Internazionale di Fisarmonica (decima edizione nel 2010). Nu­merose anche le attività culturali durante l’intero arco dell’anno: da segnalare il Protocollo d’Intesa col Teatro Stabile di Genova. Nel periodo da maggio a settembre è aper­to, nei giorni festivi e nei week-end, il punto IAT presso la stazione del Trenino di Casella. Tra le specialità del territorio casellese (o ca­sellino, che dir si voglia) gli amaretti, i canestrelli di Avosso, la torta al crescente.

IL “TRENINO” DI CASELLA

“…Ho ammirato ampie vedute sulla città, sulla corona dei Forti, e poi giù, sempre più giù fino all’azzurro del mare. Dalle mura settecente­sche della città fino alla galleria Trensasco il pa­norama è caratterizzato da squarci sul mare e da strapiombi, ma superata la montagna su cui si erge l’imponente fortezza settecentesca del Dia­mante, è tutto un susseguirsi di boschi e verdi declivi… Arrivato a Casella, incuriosito… ho sco­perto che il paese era un’importante crocevia…”           (M.J. King, 1998). La ferrovia Genova-Casella è una delle ul­time ferrovie a scartamento ridotto d’Italia. La stazione di Casella fu realizzata nel 1929. Il tre­no percorre in circa un’ora il tragitto da Casella a Genova-Manin, attraversando le valli Scrivia, Polcevera e Bisagno. Le carrozze più antiche, con arredi in pitch­pine e rovere, dalle rifiniture in ottone e bronzo, sono del 1929 e provengono dalla soppressa ferrovia Ora-Cavalese-Predazzo; la carrozza bar è quella originaria, con le tinte blu e crema, le abat-jour sui tavolini, il soffitto rivestito in tela olona; la locomotiva storica è del 1924, realizzata da Brown Boveri, e fu ceduta dalla ferrovia San­gritana in Abruzzo alla Genova-Casella nel 1962. Possibilità di trasporto di bici. Info: Ferrovia Genova Casella Tel. 010.837321 Sito: http://www.ferroviagenovacasella.it.

SCHEDA TECNICA

  • Scartamento: 100 mm
  • Lunghezza: 24.318 m
  • Sviluppo Curve: 45% del percorso
  • Raggio minimo curve: 60 m
  • Pendenza massima: 45 per mille
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